"Se non ho niente, posso cancellare i debiti?" La risposta del Codice della Crisi è sì, attraverso uno strumento specifico: l'esdebitazione del debitore incapiente. È la forma più radicale di liberazione dal debito, ma richiede requisiti precisi. Ecco come funziona.
Cos'è l'esdebitazione del debitore incapiente
Disciplinata dall'art. 283 del Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019), è una procedura riservata alla persona fisica che non è in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, nemmeno parziale, né attuale né futura.
Il Tribunale, verificati i requisiti, dispone la cancellazione integrale dei debiti, anche di quelli fiscali e previdenziali. È concessa una sola volta nella vita.
I requisiti per accedere
Per accedere occorre dimostrare:
- Incapienza patrimoniale: nessun bene aggredibile dai creditori (esclusi i beni impignorabili per legge)
- Incapienza reddituale: nessun reddito disponibile oltre a quello necessario per il mantenimento dignitoso del debitore e della sua famiglia
- Meritevolezza: assenza di frode, dolo o colpa grave nella formazione del debito
- Cooperazione: collaborazione leale e attiva con il gestore e con il Tribunale
- Prima volta: non aver già beneficiato in passato di esdebitazione
Cosa significa "incapiente"
Non significa "povero" in senso generico. La valutazione tecnica considera:
- Patrimonio mobiliare e immobiliare (al netto dei beni impignorabili)
- Reddito disponibile dopo le spese essenziali secondo parametri ISTAT
- Aspettative reddituali future (età, capacità lavorativa, qualifiche)
- Carichi familiari
Una persona con stipendio basso ma stabile potrebbe non essere "incapiente" e dover percorrere altre strade (es. liquidazione controllata).
L'iter procedurale
Le fasi sono analoghe alle altre procedure di sovraindebitamento:
- Istanza all'OCC con documentazione completa
- Nomina del gestore e analisi della situazione
- Relazione del gestore con motivata valutazione di incapienza e meritevolezza
- Deposito al Tribunale della domanda di esdebitazione
- Decreto di esdebitazione del giudice
L'obbligo nei 4 anni successivi
L'esdebitazione non è "a fondo perduto". Per 4 anni dal decreto il debitore esdebitato deve segnalare ai creditori eventuali sopravvenienze patrimoniali rilevanti (eredità, vincite, donazioni significative). In caso di sopravvenienze, una parte va destinata ai creditori secondo le indicazioni del Tribunale.
Mancata segnalazione = revoca dell'esdebitazione.
I limiti
Non tutto può essere cancellato:
- Obbligazioni alimentari (mantenimento coniuge, figli)
- Risarcimenti da fatto illecito doloso
- Sanzioni penali
- Tributi non ancora riscossi (in alcuni casi specifici)
Quando conviene
L'esdebitazione incapiente è la soluzione giusta quando:
- Hai redditi minimi o solo pensione di base (entro la soglia impignorabile)
- Non possiedi beni significativi
- Le altre procedure (piano del consumatore, concordato) non sono praticabili per assenza di risorse
- L'origine del debito non è fraudolenta
Un'analisi del caso a pagamento è il modo più rapido per sapere se sussistono i presupposti.
Domande frequenti
Chi non ha niente può davvero cancellare i debiti?
Sì. L'art. 283 del Codice della Crisi prevede l'esdebitazione del debitore incapiente, ovvero la cancellazione integrale dei debiti per chi non è in grado di offrire ai creditori alcuna utilità nemmeno parziale. È concessa una sola volta nella vita.
Cosa significa essere "incapiente" ai fini della legge?
Significa non avere patrimonio aggredibile dai creditori (esclusi i beni impignorabili per legge) né reddito disponibile oltre a quello necessario per il mantenimento dignitoso proprio e della famiglia, secondo parametri ISTAT. La valutazione è tecnica, non meramente reddituale.
Quali debiti vengono cancellati con l'esdebitazione incapiente?
Vengono cancellati tutti i debiti, inclusi quelli fiscali e previdenziali. Restano esclusi: obbligazioni alimentari, risarcimenti da fatto illecito doloso, sanzioni penali e alcune categorie specifiche di tributi non ancora riscossi.
Ci sono obblighi dopo aver ottenuto l'esdebitazione?
Sì. Per 4 anni dal decreto il debitore deve segnalare ai creditori eventuali sopravvenienze patrimoniali rilevanti (eredità, vincite, donazioni). In caso di sopravvenienze una parte va destinata ai creditori secondo le indicazioni del Tribunale, pena la revoca dell'esdebitazione.
È possibile chiederla più di una volta?
No. L'esdebitazione del debitore incapiente è concessa una sola volta nella vita. Chi ne ha già beneficiato non può accedervi nuovamente, ma può comunque utilizzare le altre procedure di sovraindebitamento previste dal CCII.
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