Crisi d'Impresa: tutti gli strumenti CCII 2026 per imprenditori
Il Codice della Crisi mette a disposizione degli imprenditori 4 strumenti per affrontare la crisi: composizione negoziata, concordato minore, concordato preventivo e liquidazione controllata. Questa guida spiega quale scegliere in base a dimensione dell'impresa, gravità della crisi e obiettivo (continuità vs liquidazione).
Aggiornato al 15 maggio 2026
Panoramica degli strumenti per la crisi d'impresa
Il D.Lgs. 14/2019 (CCII) ha riformato radicalmente la disciplina della crisi d'impresa. Per gli imprenditori italiani sono oggi disponibili 4 strumenti principali, ciascuno con presupposti e finalità diversi:
- Composizione negoziata — strumento volontario stragiudiziale per imprese ancora risanabili.
- Concordato minore — procedura giudiziale per imprenditori minori e professionisti.
- Concordato preventivo — per imprese sopra le soglie di fallibilità.
- Liquidazione controllata / liquidazione giudiziale — quando il risanamento non è possibile.
Sei imprenditore minore? Soglie 2026
La distinzione tra fallibile e non fallibile è il primo bivio. Sei imprenditore minore se non superi congiuntamente le tre soglie ex art. 2 CCII:
- attivo patrimoniale ≤ €300.000;
- ricavi lordi annui ≤ €200.000;
- debiti complessivi ≤ €500.000.
Anche superare una sola di queste soglie rende l'impresa fallibile (assoggettabile a liquidazione giudiziale). Approfondisci le soglie.
Composizione negoziata della crisi
Strumento volontario e riservato introdotto nel 2021 e poi confluito nel CCII (artt. 12-25-undecies). Permette all'imprenditore di chiedere la nomina di un esperto indipendente che facilita le trattative con i creditori.
Vantaggi chiave:
- Misure protettive sui beni dell'impresa (stop pignoramenti) richiedibili al Tribunale.
- Possibilità di rateizzare i debiti fiscali fino a 120 rate.
- Riservatezza: nessuna pubblicità sui media.
- L'attività prosegue regolarmente.
Concordato minore (art. 74 CCII)
Procedura giudiziale dedicata all'imprenditore minore, al professionista, alla società sotto soglia. Si propone ai creditori un piano di soddisfazione (anche parziale) dei debiti, che deve ottenere il voto favorevole della maggioranza dei crediti.
Esistono due varianti:
- Concordato in continuità — l'attività prosegue, i creditori vengono pagati con i flussi futuri.
- Concordato liquidatorio — l'attività cessa, si liquida il patrimonio.
Continuità vs liquidatorio: quale scegliere · Requisiti · Trattamento debiti fiscali e cram-down.
Liquidazione controllata (artt. 268-277 CCII)
Procedura "concorsuale soft" per debitori non fallibili. Tutto il patrimonio liquidabile (ad esclusione di beni impignorabili e parte degli stipendi) viene venduto e il ricavato distribuito ai creditori.
Al termine, il debitore persona fisica beneficia dell'esdebitazione di diritto dopo 3 anni dall'apertura, anche senza pagamento integrale.
Chiudere la partita IVA con debiti
Chiudere semplicemente la P.IVA non cancella i debiti aziendali, che rimangono a carico del titolare (per le ditte individuali) o dei soci illimitatamente responsabili. La via legale corretta è attivare una procedura di sovraindebitamento prima o dopo la cessazione.
Quale procedura scegliere: matrice di decisione
| Situazione | Strumento consigliato |
|---|---|
| Impresa risanabile, vuoi riservatezza | Composizione negoziata |
| Impresa sotto soglia, vuoi continuare l'attività | Concordato minore in continuità |
| Impresa sotto soglia, vuoi chiudere e liberarti dai debiti | Concordato minore liquidatorio o liquidazione controllata |
| Impresa sopra soglia in crisi | Concordato preventivo |
| Nessun patrimonio, debito ingestibile | Liquidazione controllata + esdebitazione |
Calcolatore di sostenibilità del debito aziendale
Verifica se la tua impresa è ancora risanabile o se occorre attivare una procedura.
Apri lo strumentoDomande frequenti
Quanto costa la composizione negoziata?
Il compenso dell'esperto va da €4.000 a €15.000 a seconda della complessità e dei tempi (D.M. 24 ottobre 2022). Si aggiungono costi di consulenza legale e contabile.
Il concordato minore tutela i debiti fiscali?
Sì: dal 2022 è possibile la transazione fiscale anche nel concordato minore, con possibilità di cram-down se la proposta è più conveniente della liquidazione.
Posso continuare a lavorare dopo la liquidazione controllata?
Sì. Solo una quota dello stipendio (oltre il minimo vitale) confluisce nella procedura, e per un massimo di 3 anni.
Cosa succede ai dipendenti?
In concordato in continuità i contratti proseguono. In caso di cessazione attività si attivano gli ammortizzatori sociali (NASpI, CIGS straordinaria nelle imprese ammesse).
Si può accedere a finanziamenti pubblici dopo la procedura?
Sì. Con l'esdebitazione il debitore viene reinserito tra i soggetti meritevoli di credito. Esistono fondi come Microcredito e SIMEST per chi riparte.
L'INPS può votare contro nel concordato minore?
Sì, ma il Tribunale può procedere all'omologa anche senza il suo voto (cram-down) se la proposta soddisfa l'ente in misura non inferiore alla liquidazione.
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