Composizione negoziata della crisi: costi, tempi e passo passo
Guida pratica alla procedura volontaria introdotta dal D.L. 118/2021 e confluita nel Codice della Crisi (CCII): come funziona, quanto costa, quanto dura e quando conviene attivarla per l'impresa in tensione finanziaria.
Quanto dura la composizione negoziata della crisi?
Tipicamente da 3 a 6 mesi, prorogabili fino a un anno. Le misure protettive, inizialmente di 30 giorni, possono essere prorogate dal tribunale fino a un massimo complessivo di 240 giorni (art. 19 CCII).
Cos'è la composizione negoziata della crisi
La composizione negoziata è una procedura volontaria, stragiudiziale e riservata, introdotta dal D.L. 118/2021 e oggi disciplinata dagli artt. 12 ss. del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Consente all'imprenditore in difficoltà di trattare con creditori, fisco e istituti di credito con l'assistenza di un esperto indipendente, mantenendo la piena gestione dell'impresa.
A differenza del concordato preventivo, non richiede l'intervento pervasivo del tribunale: la procedura si svolge davanti a un esperto nominato dalla Camera di Commercio, su una piattaforma telematica nazionale. L'esito non è predeterminato: si può chiudere con un accordo di ristrutturazione agevolata, un piano attestato, un concordato semplificato o la semplice archiviazione.
Requisiti e quando conviene attivarla
Può accedere alla composizione negoziata qualsiasi imprenditore commerciale e agricolo, in forma individuale o societaria, purché si trovi in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che rendano probabile la crisi o l'insolvenza, ma che presentino ragionevoli possibilità di risanamento.
È esclusa l'impresa già insolvente in modo irreversibile: in quel caso gli strumenti corretti sono il concordato preventivo, il concordato minore o la liquidazione controllata.
- Ritardi nei pagamenti fiscali e contributivi (oltre 90 giorni o debiti previdenziali superiori al 30% dei ricavi)
- Perdita di linee di credito o richieste di rientro da parte delle banche
- Fornitori che chiedono pagamento anticipato o riducono il fido
- Segnali di squilibrio patrimoniale rilevati dal revisore o dall'organo di controllo
- Prospettiva di un contenzioso tributario o di un'accertamento rilevante
Quanto costa la composizione negoziata
I costi variano in funzione della dimensione dell'impresa e della complessità della trattativa. Le voci principali sono: il compenso dell'esperto indipendente, il compenso del professionista che assiste l'impresa (avvocato e/o commercialista) e i diritti di segreteria della Camera di Commercio per la presentazione dell'istanza.
Per l'imprenditore che si avvale di un professionista indipendente per la predisposizione del piano è previsto un credito d'imposta pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 80.000 euro, riconosciuto a chi conclude la procedura con esito positivo (art. 14 D.L. 118/2021). I compensi di Risolvibile sono sempre concordati per iscritto prima del conferimento dell'incarico.
| Voce di costo | Indicazione |
|---|---|
| Istanza e piattaforma | Diritti di segreteria della CCIAA, contenuti (decine/centinaia di euro) |
| Esperto indipendente | Compenso parametrato a dimensione e durata, deliberato dalla CCIAA |
| Assistenza professionale | Concordato per iscritto prima dell'incarico; credito d'imposta 50% fino a €80.000 |
| Misure protettive e proroghe | Nessun costo diretto oltre le spese di istanza |
Tempi e fasi della procedura
La procedura si sviluppa in quattro fasi: nomina dell'esperto, misure protettive, trattative e conclusione. La durata media è di 3-6 mesi, prorogabili fino a un anno quando le trattative con banche e fisco richiedono più tempo.
| Fase | Tempistica indicativa |
|---|---|
| Presentazione istanza e nomina esperto | 2-5 giorni lavorativi (piattaforma telematica) |
| Misure protettive iniziali | 30 giorni, prorogabili fino a 240 complessivi (art. 19 CCII) |
| Trattative con creditori e AdER | 2-4 mesi |
| Conclusione ed esecuzione dell'accordo | Firma accordo o deposito piano; esecuzione secondo piano |
Il ruolo dell'esperto indipendente
L'esperto è un professionista iscritto all'albo tenuto presso le Camere di Commercio (commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, con requisiti di esperienza e aggiornamento). Facilita le trattative, esprime un giudizio sulla veridicità dei dati aziendali e sulla percorribilità del risanamento, e aggiorna le parti sull'andamento delle negoziazioni.
L'esperto non amministra l'impresa: la gestione ordinaria resta integralmente in capo all'imprenditore, che però deve astenersi da operazioni estranee all'attività o incoerenti con il risanamento, pena la revoca delle misure protettive.
Misure protettive: cosa bloccano e come si chiedono
Con l'istanza si può chiedere al tribunale l'applicazione di misure protettive del patrimonio: i creditori non possono acquisire diritti di prelazione, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari, né procedere alla riscossione coattiva. Le banche devono mantenere le linee di credito esistenti e le garanzie, e la revoca degli affidamenti può essere fonte di responsabilità.
Le misure hanno durata iniziale di 30 giorni, prorogabili fino a un massimo di 240 giorni complessivi, previa verifica della prosecuzione in buona fede delle trattative.
I possibili esiti della procedura
La composizione negoziata si conclude con la relazione finale dell'esperto. Gli esiti più frequenti sono: accordo di ristrutturazione agevolata, piano attestato di risanamento (art. 56 CCII), accordo di ristrutturazione dei debiti (artt. 57-64 CCII), concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, o archiviazione con prosecuzione autonoma dell'attività.
Con l'esito positivo e il superamento della crisi, l'imprenditore può beneficiare dell'esenzione da responsabilità per gli atti compiuti durante la procedura e del citato credito d'imposta sulle spese professionali.