Risposta rapida: il piano del consumatore (oggi "ristrutturazione dei debiti del consumatore", artt. 67-73 CCII) è riservato al debitore persona fisica che ha contratto debiti per scopi estranei all'attività professionale o imprenditoriale, e non richiede il voto dei creditori. Il concordato minore (artt. 74-83 CCII) è riservato a imprenditori sotto-soglia, professionisti, ex imprenditori e debitori con debiti misti, e richiede l'approvazione della maggioranza dei creditori. La scelta dipende dalla natura dei debiti, non dalla convenienza economica.
I due strumenti in sintesi
| Aspetto | Piano del consumatore (artt. 67-73 CCII) | Concordato minore (artt. 74-83 CCII) |
|---|---|---|
| Chi accede | Persona fisica con debiti extra-professionali | Imprenditore sotto-soglia, professionista, ex imprenditore, debiti misti |
| Voto dei creditori | Non richiesto | Richiesto (maggioranza del passivo ammesso) |
| Meritevolezza | Requisito esplicito | Non requisito espresso di accesso |
| Merito creditizio | Rilevante | Meno rilevante |
| Continuità attività | Non applicabile | Ammessa (concordato in continuità) |
Chi è "consumatore" ai fini della legge
Risposta rapida: consumatore è la persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale svolta (art. 2, comma 1, lett. e, CCII). Chi ha anche un solo debito riconducibile all'attività professionale non è consumatore puro e non può accedere al piano del consumatore.
Sono consumatori tipici: lavoratori dipendenti, pensionati, casalinghe. Non sono consumatori: professionisti in attività o cessati con debiti professionali residui, ex amministratori con garanzie personali per debiti sociali, imprenditori individuali anche di piccole dimensioni.
Chi accede al concordato minore
Il concordato minore è riservato a debitori sovraindebitati non assoggettabili alla liquidazione giudiziale e diversi dal consumatore puro:
- Imprenditori individuali sotto-soglia (art. 2, comma 1, lett. d, CCII)
- Società di persone di piccole dimensioni
- Imprenditori agricoli
- Professionisti (avvocati, commercialisti, architetti, ecc.)
- Start-up innovative
- Enti non commerciali
- Ex imprenditori con debiti residui dell'attività cessata
Debiti misti: la novità del correttivo-ter
Prima del correttivo-ter (D.Lgs. 136/2024), le situazioni di "debiti misti" — persona fisica con esposizioni sia consumeristiche sia professionali — creavano incertezze applicative. Oggi il concordato minore è espressamente applicabile anche a queste situazioni. Il piano del consumatore resta invece riservato al debitore che abbia esclusivamente debiti extra-professionali. Questo chiarimento normativo ha spostato molte fattispecie borderline (professionisti che avevano anche mutui personali, ex amministratori con carte di credito private) verso il concordato minore.
Il ruolo dei creditori: voto o no
Risposta rapida: il piano del consumatore non richiede l'approvazione dei creditori: il giudice omologa il piano se lo ritiene fattibile e se il debitore è meritevole, anche contro la volontà dei creditori. Il concordato minore richiede il voto favorevole di creditori che rappresentino almeno la maggioranza del passivo ammesso al voto (art. 79 CCII).
Questa è la differenza operativa più rilevante. Nel piano del consumatore, se il debitore è meritevole e il piano è sostenibile, i creditori dissenzienti subiscono l'omologa. Nel concordato minore, il debitore deve costruire un piano che convinca la maggioranza — spesso serve una classe strategica di creditori chiave da soddisfare in modo differenziato.
Il requisito della meritevolezza
Il piano del consumatore richiede espressamente che il sovraindebitamento non sia stato determinato da colpa grave, malafede o frode (art. 69 CCII). La giurisprudenza recente ha attenuato il rigore originario: oggi la sola colpa lieve non osta al giudizio positivo, purché il debitore abbia assunto le obbligazioni con consapevolezza e le abbia gestite con diligenza ordinaria.
Il concordato minore non ha invece un requisito espresso di meritevolezza soggettiva d'accesso, ma prevede controlli sulla condotta del debitore (assenza di atti in frode, correttezza informativa verso i creditori). Nella pratica, un debitore "poco meritevole" ha maggiori difficoltà a ottenere il voto dei creditori.
Percentuali di soddisfazione: quanto si paga davvero
Non esiste una percentuale legale minima. Il criterio è la sostenibilità: il piano deve prevedere che i creditori ricevano non meno di quanto otterrebbero dalla liquidazione del patrimonio (best interest test). Nella prassi: piano del consumatore con pagamenti tipici tra il 10% e il 40% del debito complessivo distribuiti in 3-7 anni; concordato minore con pagamenti variabili — in continuità aziendale possono superare il 50% se l'attività genera flussi, in liquidatorio si allineano a percentuali basse.
Durata e costi
- Tempistica dall'istanza all'omologa: 3-6 mesi (piano del consumatore), 4-8 mesi (concordato minore)
- Durata dei pagamenti: 3-7 anni tipicamente
- Costi: contributo unificato, compenso dell'OCC, compensi professionali. Per il gestore OCC si applicano i parametri tabellari del D.M. 202/2014. Molti tribunali ammettono il gratuito patrocinio per le procedure di sovraindebitamento
- Fondo statale per l'esdebitazione dell'incapiente copre parte dei costi per i debitori privi di risorse
Esito: l'esdebitazione
Entrambe le procedure, se eseguite correttamente, portano all'esdebitazione: la cancellazione dei debiti residui. Nel piano del consumatore l'esdebitazione consegue all'esecuzione integrale del piano. Nel concordato minore vale la stessa logica: eseguito il piano approvato, i debiti anteriori residui sono estinti. Per il debitore che non può eseguire nessun piano perché privo di risorse, resta la strada dell'esdebitazione del sovraindebitato incapiente (art. 283 CCII).
Errori tipici nella scelta
- Ex imprenditore che chiede il piano del consumatore — inammissibile, non è consumatore puro
- Professionista in attività che tenta il piano del consumatore — inammissibile
- Debitore con debiti professionali residui che ignora il concordato minore — perde uno strumento più flessibile
- Presentare un piano non sostenibile per attrarre l'omologa — il giudice non omologa piani irrealizzabili, e il tentativo brucia tempo e costi
- Sottovalutare la relazione dell'OCC — è il documento più letto dal giudice, la sua qualità determina l'esito