Due strumenti, due logiche diverse
Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) mette a disposizione dei soggetti sovraindebitati diverse procedure. Due delle più utilizzate sono il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (comunemente detto "piano del consumatore") e il concordato minore (ex accordo di composizione della crisi). Sebbene entrambi mirino a ridurre o ristrutturare il debito, funzionano in modo radicalmente diverso.
Capire quale strumento è più adatto al tuo caso è il primo passo per uscire dalla crisi debitoria. In questa guida analizziamo nel dettaglio le differenze, i requisiti, i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna procedura.
Cos'è il piano del consumatore
Il piano del consumatore (artt. 67–73 CCII) è riservato esclusivamente alle persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei all'attività d'impresa o professionale. Il suo vantaggio principale è straordinario: non richiede il voto favorevole dei creditori. È il Tribunale, dopo aver verificato la fattibilità e l'equità del piano, a omologarlo direttamente.
Questo significa che anche se tutti i creditori si oppongono, il piano può essere approvato dal giudice. Per il debitore consumatore è un'arma potentissima.
Per approfondire i dettagli, leggi la nostra guida al piano del consumatore.
Cos'è il concordato minore (ex accordo di composizione)
Il concordato minore (artt. 74–83 CCII) è invece rivolto ai professionisti, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori non soggetti a liquidazione giudiziale. A differenza del piano del consumatore, qui il voto dei creditori è necessario: serve la maggioranza dei crediti ammessi al voto per l'approvazione.
Il concordato minore offre però maggiore flessibilità nella strutturazione della proposta e consente di continuare l'attività lavorativa durante la procedura, il che lo rende ideale per chi ha un'attività da salvaguardare.
Confronto diretto: le differenze chiave
| Caratteristica | Piano del consumatore | Concordato minore |
|---|---|---|
| Chi può accedere | Solo consumatori (debiti non professionali) | Autonomi, professionisti, piccoli imprenditori |
| Voto dei creditori | Non richiesto | Maggioranza per valore |
| Omologa | Direttamente dal Tribunale | Dopo il voto favorevole |
| Continuazione attività | Non applicabile (consumatori) | Sì, prevista espressamente |
| Protezione prima casa | Sì, con continuazione mutuo | Possibile, da negoziare |
| Durata tipica | 3–5 anni | 3–5 anni |
| Costo medio | Più contenuto | Più elevato (negoziazione) |
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Quando scegliere il piano del consumatore
Il piano del consumatore è la scelta migliore quando:
- Sei un privato cittadino con debiti personali (mutui, carte di credito, finanziamenti al consumo, debiti fiscali)
- Non svolgi attività imprenditoriale o professionale
- I creditori sono ostili o numerosi (il voto non serve)
- Vuoi proteggere la prima casa continuando a pagare il mutuo
- Hai contratto i debiti in buona fede (requisito di meritevolezza)
Quando scegliere il concordato minore
Il concordato minore è preferibile quando:
- Sei un lavoratore autonomo, un libero professionista o un piccolo imprenditore
- Vuoi continuare la tua attività durante e dopo la procedura
- Hai la possibilità di negoziare con i creditori principali
- Il tuo debito è prevalentemente legato all'attività professionale
- Puoi proporre ai creditori un pagamento superiore a quanto riceverebbero in una liquidazione
Il caso "misto": debiti personali e professionali
Cosa succede se hai sia debiti personali che professionali? Questa situazione è molto comune: un artigiano con il mutuo sulla casa, un professionista con finanziamenti personali oltre ai debiti di studio. In questi casi la scelta dello strumento dipende dalla prevalenza dei debiti e dalla situazione complessiva.
La giurisprudenza più recente tende a considerare la natura prevalente dei debiti. Se la maggior parte del debito è di natura personale, si può accedere al piano del consumatore; se è prevalentemente professionale, si ricorre al concordato minore. In alcuni casi, è possibile combinare le procedure.
Per una panoramica completa di tutte le procedure, consulta la nostra guida al sovraindebitamento.
I costi a confronto
Il piano del consumatore è generalmente meno costoso perché non richiede la fase di negoziazione con i creditori. Il concordato minore, dovendo ottenere il voto favorevole, richiede spesso trattative più complesse e quindi costi professionali più elevati.
In entrambi i casi, i costi includono: compenso dell'OCC, eventuali spese legali, contributo unificato per il deposito in Tribunale. Risolvibile offre preventivi chiari e senza sorprese prima di iniziare qualsiasi procedura.
Domande frequenti
Posso passare da una procedura all'altra?
Sì, se durante la preparazione del piano del consumatore emerge che i debiti sono prevalentemente professionali, è possibile convertire la domanda in concordato minore e viceversa. L'OCC e il professionista che ti segue valuteranno la strategia migliore.
Quanto tempo ci vuole per l'omologa?
Il piano del consumatore richiede tipicamente 4–8 mesi dal deposito all'omologa. Il concordato minore può richiedere 6–12 mesi, a causa dei tempi necessari per la votazione dei creditori.
Cosa succede ai debiti non pagati dopo la procedura?
In entrambi i casi, i debiti non soddisfatti dal piano vengono cancellati definitivamente (esdebitazione). Il debitore esce dalla procedura libero da ogni residuo debito.
Posso accedere a queste procedure se ho già subito un pignoramento?
Sì. Anzi, il deposito della domanda produce la sospensione automatica di tutte le azioni esecutive in corso, inclusi pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche.