Le tre domande pratiche
Prima di attivare la composizione negoziata della crisi ogni imprenditore si pone le stesse domande: quanto mi costa, quanto dura, cosa ottengo in più rispetto a una trattativa diretta con i creditori. Vediamo i numeri.
Quanto costa
I costi della procedura sono di due tipi: il compenso dell'esperto e i costi di assistenza professionale del debitore.
Compenso dell'esperto
È stabilito dal D.M. 24 settembre 2021 e dipende dall'attivo dell'impresa. A titolo indicativo:
| Attivo impresa | Compenso esperto (range) |
|---|---|
| Fino a 1 mln € | 4.000 - 16.000 € |
| 1-5 mln € | 10.000 - 40.000 € |
| 5-25 mln € | 25.000 - 100.000 € |
| Oltre 25 mln € | Da concordare con Commissione |
Il compenso effettivo è determinato all'esito dalla Commissione che ha nominato l'esperto, considerando complessità, durata e risultato. Per piccole imprese in difficoltà la fascia bassa è la più frequente.
Costi di assistenza
L'imprenditore di norma è assistito da un consulente (commercialista, avvocato) per costruire la documentazione contabile, predisporre il piano di risanamento, gestire le interlocuzioni. Il costo dipende dalla complessità del caso ed è oggetto di preventivo specifico.
Altri costi
- Bolli sulla piattaforma telematica (modesti)
- Eventuale contributo unificato per la richiesta di misure protettive al Tribunale
- Eventuali perizie e valutazioni d'attivo
Quanto dura
La procedura ha durata strutturalmente breve:
- Nomina esperto: entro 5 giorni dall'istanza
- Trattative: 180 giorni, prorogabili una sola volta di altri 180
- Misure protettive: 120 giorni, prorogabili fino a 240 totali
Durata massima realistica: 6-12 mesi. Se non si raggiunge un accordo in questi termini, la procedura si chiude e l'esperto redige la relazione finale.
Incentivi premiali fiscali
L'art. 25-bis CCII riconosce incentivi importanti per chi attiva la composizione negoziata:
- Riduzione al tasso legale degli interessi su debiti tributari maturati durante la procedura
- Dilazione fino a 120 rate (10 anni) dei debiti tributari non pagati al termine della procedura
- Riduzione del 50% di sanzioni e interessi per debiti tributari oggetto dell'accordo
- Esenzione da revocatoria per atti, pagamenti e garanzie compiuti in esecuzione delle trattative
- Esenzione da responsabilità penale per bancarotta semplice e preferenziale per atti coerenti con le trattative
Sono incentivi che da soli giustificano il ricorso alla procedura, soprattutto per imprese con esposizione fiscale significativa.
Quando conviene
La composizione negoziata conviene quando:
- L'impresa è ancora in bonis ma vede la crisi all'orizzonte (12-24 mesi)
- Esistono asset o flussi futuri credibili da offrire ai creditori
- I creditori principali sono negoziabili (banche, fornitori strategici, Fisco)
- L'imprenditore vuole mantenere il controllo dell'azienda
- C'è bisogno di tempo protetto per ristrutturare
Quando NON conviene
- L'insolvenza è irreversibile: meglio andare direttamente in concorsuale
- I creditori sono frammentati e indisponibili al dialogo
- Mancano dati contabili attendibili
- L'attività non genera né può generare margini sostenibili
Rapporto costi/benefici realistico
Per una PMI con esposizione di 500.000 - 2 mln €, un investimento di 15.000 - 50.000 € in procedura (esperto + assistenza) è ampiamente giustificato dai benefici: blocco delle azioni esecutive, sconti su sanzioni fiscali, dilazione decennale, possibilità di chiudere accordi che senza l'esperto non sarebbero stati raggiunti.
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